Vi invitiamo a leggere il servizio scritto dal giornalista Morello Pecchioli su La Verità che – dalla storia di un piatto dedicato a J. W. Goethe, alla sua compagna Marianne e alle Trote del Garda – ha raccontato quanto avvenuto al “2° Festival del pesce d’acqua dolce” da noi organizzato nei 3 comuni del Garda trentino: Arco, Riva e Nago-Torbole. Il piatto preparato per l’occasione dallo chef Andrea Mantovanelli è stato chiamato “L’orecchino della bella Marianne” ed è un viaggio nelle molteplici varietà di prodotti gardesani.

In un coinvolgente cooking show, in cui ha presentato, più che un piatto, un viaggio a 360 gradi tra i prodotti del lago di Garda. “L’orecchino della bella Marianne”, dedicato a Marianne Jung, amante di Goethe, è un piato dalla forte ispirazione francese, che riprende le tecniche delle terrine, poco utilizzate nella cucina moderna. Memoria e tradizione sono stati i protagonisti di un raffinato gioco culinario: “Una preparazione tipica e dolce da fine pasto si trasforma, mantenendo i suoi tratti essenziali, in una portata di apertura” ha spiegato Mantovanelli.
A comporre una sorta di “torrone del Garda” salato, tutti gli ingredienti più carateristici del territorio: il pesce di lago e le trote fornite dal Consorzio Astro; il limone; un prodoto pregiato, come il foie gras d’anatra; le mandorle armelline, amare e immancabili protagoniste del torrone; il tutto aromatizzato con un lugana passito. Dolce e amaro, dunque, come il rapporto tra il grande umanista tedesco con la poetessa e ballerina, che viene direttamente ripresa dall’estetica delle decorazioni, assieme alle rose, simbolo d’amore.

 

 

Le trote di Goethe deliziano ancora i palati