Tre Monti Imola: Albana e vini dei Colli imolesi

Da oltre 40 anni l’azienda Tre Monti produce vini sui Colli di Imola

© Articolo di Gabriele Orsi

È una storia di famiglia quella dell’azienda vinicola Tre Monti di Imola. Una famiglia, la famiglia Navacchia, che pur iniziando da altro ha sempre fatto del vino una passione intrinseca.

Le origini di Tre Monti: dagli anni ’60 alla svolta imprenditoriale

Tutto comincia negli anni ’60, quando papà Sergio, assieme al socio Adriano Errani (nonno della tennista), acquista qualche ettaro di vigna sui colli che sovrastano l’imolese, in una vallata esposta a est lungo la quale si insinuano benefiche le arie balsamiche provenienti dall’Adriatico.

Lavorava come geometra per la Rai, papà Sergio, ed era sempre in giro per l’Italia a tirare su le sedi e i ripetitori per la Tv di Stato, ma quando era a casa gli piaceva avere delle viti da cui ricavare del buon vino da regalare agli amici, tra i quali rientrava pure Giovanni Spadolini.

È però nel 1989 che si inizia a fare sul serio, con Sergio Navacchia che prende direttamente le redini del vigneto e inizia a produrre vino come professione. Le risorse arrivano da un mutuo di 100 milioni di lire dell’epoca: lo accede mamma Thea, maestra elementare, e a lei oggi è dedicata una linea di tre vini, un Sangiovese, un bianco del Rubicone e un passito.

Alcune vigne vicine alla cantina Tre Monti (Foto © Gabriele Orsi).

L’azienda oggi: vigneti, sostenibilità e produzione

Oggi, sotto la sapiente guida dei fratelli David e Vittorio Navacchia, l’azienda Tre Monti è una delle realtà più rappresentative dei Colli di Imola, forte di 25 ettari vitati nella zona originaria più altri 25 a Petrignone, in provincia di Forlì-Cesena, dove i terreni sono maggiormente argillosi.

La produzione annua media è di circa 300mila bottiglie, tutti vini realizzati con uve coltivate in proprio, supportata da due impianti fotovoltaici rispettivamente da 60 e 40 KW/h.

E i vini di Tre Monti, come tutti quelli dei colli imolesi, si caratterizzano per un’anima prettamente romagnola, specialmente riguardo le varietà viticole, ma con tracce inconfondibili mutuate dall’enologia che si pratica sui Colli Bolognesi e alla quale, da tredici anni, sulla scorta dell’esperienza di Josko Gravner in Friuli, si è aggiunto l’impiego delle anfore in cocciopesto, provenienti direttamente dalla Georgia.

Le anfore in cocciopesto, provenienti dalla Georgia (Foto © Gabriele Orsi).

Albana e vini Tre Monti: le interpretazioni dei fratelli Navacchia

Il 60% di queste bottiglie prende la strada dell’export, diretto verso 45 paesi con gli Stati Uniti a fare la parte del leone. Qualche esempio? “Anablà”, l’anagramma dietro cui si cela un’Albana frizzante prodotta con metodo ancestrale che, commercializzata col marchio “D’Albana”, va fortissimo sulle spiagge della California. “Vitalba”, l’Albana macerata in anfora che ogni anno fa messe di premi e riconoscimenti, a cominciare dal concorso dedicato Albana Dei. Un bellissimo esempio di approccio passivo all’anfora, senza bisogno di interventi esterni e che punta tutto sulla sapienza del cantiniere nel saper valutare correttamente il grado di macerazione del vino per svinare al momento giusto. E infine, last but not least, “Classe ’33 Rosso” e “Thea Rosso”, dedicati rispettivamente a mamma Thea e papà Sergio: due diverse interpretazioni del Sangiovese, il primo lavorato da un clone impiegato solo in Toscana e senza uso del legno per esprimere tutta la sua essenzialità, il secondo più classico, rotondo e dai sentori lignei.

Un momento della visita del Club dei Sapori alla cantina Tre Monti (Foto © Gabriele Orsi).

Un territorio di confine che costruisce identità

Quattro perle in una gamma che va ad abbracciare tutte le tipologie dei Colli di Imola e diverse denominazioni della Romagna, a testimonianza di quanto queste terre di confine siano importanti per lo sviluppo di un’enologia con un’identità propria, forte e riconoscibile e per questo sempre più apprezzata dai consumatori.

Tre Monti Azienda Agricola S.r.l.
Via Lola, 3, Imola (BO) | www.tremonti.it

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Quando l’Albana è una storia di famiglia
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